Chiacchiere in festa

Presto, presto che è tardi. Ma se è vero che le chiacchiere pur se preparate nel periodo carnevalesco poi venivano consumate durante tutto il periodo antecedente la Santa Pasqua, un eccezione la si può fare per una ritardataria cronica come me. Posto in ritardo ma giuro le ho preparate martedì grasso!

Ingredienti:


Farina 00 (tipo manitoba): 250 g
Uova: 1 intero + 1 tuorlo
Zucchero: 40g
Burro: 25 g
Grappa: 15 g
Estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
Lievito per dolci: 1 cucchiaino
Sale: un pizzico
Cacao amaro in polvere: 1 cucchiaino

Occorreranno:
Olio di semi di arachide
Zucchero a velo
Setacciate la farina con il lievito. Impastate con uova già leggermente sbattute, zucchero, grappa, sale e vaniglia fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungete il burro a temperatura ambiente e continuate ad impastare per ottenere un panetto compatto e malleabile. Pesate circa 100 g di impasto e aggiungete a questo un cucchiaino colmo di cacao amaro, distribuitelo in maniera uniforme a ottenere un bel color bruno. Aggiungete altro cacao se necessario e un cucchiaino d’acqua per riportare l’impasto alla giusta consistenza. Avvolgete i sue panetti con pellicola e fate riposare un’ora a temperatura ambiente. 
Con l’aiuto di una sfogliatrice stendete i panetti in una sfoglia molto sottile e comunque dello stesso spessore. Con la parte al cacao fate delle tagliatelle. Sistemate ogni tagliatella sulla sfoglia chiara in maniera obliqua come in foto, premete bene e ripassate alla sfogliatrice. Con una rotella ondulata fate dei rettangoli con un taglio al centro. Fate passare un estremo del rettangolo attraverso l’asola centrale e tirate. Friggete 2-3 chiacchiere alla volta in abbondante olio di semi di arachide a 175°C fino a doratura. Spolverate con zucchero a velo e conservate in una scatola di latta.

I Baci di Alassio

Dolcetti alle nocciole di incredibile bontà. Sono due piccoli turbanti scuri accoppiati a due a due da una una ganache al cioccolato. Derivano senza dubbio dai celeberrimi baci di dama piemontesi di metà ottocento, ma già ai primi del novecento i baci liguri di Rinaldo Balzola, pasticcere della Real Casa Savoia, si inseriscono nella tradizione dolciaria italiana promuovendo Alassio a “Città del Cioccolato”. 
La ricetta originale rimane un segreto e oggi i Baci di Alassio, sono diventati un brand di riferimento della splendida cittadina balneare e dal 2006 si possono fregiare dell’importante marchio della D.O.P. (denominazione di origine protetta). 
La composizione di queste delizie è data da nocciole Piemonte, zucchero, cacao, miele, albume d’uovo, burro e vaniglia; la qualità degli ingredienti già è segno di bontà e genuinità assicurate, ma la proporzione in cui sono presenti rende quelli originali insuperabili.
Di seguito I Baci di Alassio secondo Montersino:

Ingredienti per 30 baci:

Farina di mandorle: 150 g
Farina di nocciole: 100 g
Zucchero a velo: 375 g
Burro: 40 g
Miele di acacia: 20 g
Cacao amaro in polvere: 35 g
Vaniglia: 1/2 bacca
Albumi: 70 g

Per farcire:
Cioccolato fondente: 100 g
Panna fresca: 20 g

Unite tutte le polveri (mandorle e nocciole in farina, zucchero e cacao) e i semi di vaniglia nella ciotola della planetaria e cominciate a impastare con la frusta a foglia rompendo eventuali grumi. Aggiungete a filo gli albumi e completate con il burro a pomata e il miele. Otterrete un impasto sostenuto ed omogeneo. Trasferitelo in un sac à poche dotato di bocchetta dentata e fate dei piccoli mucchietti ben distanziati su una teglia rivestita di carta forno. Fate riposare per tutta una notte e al mattino infornate a 220°C per 5 minuti a metà forno. A cottura ultimata fate raffreddate i biscotti su una gratella, prelevandoli delicatamente, rischiate di romperli per quanto sono morbidi da caldi. Nel frattempo sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente e unite la panna precedentemente scaldata.
Una volta che i biscotti saranno freddi e ben strutturati farcitene la metà con un ciuffo generoso di ganache e accoppiateli a due a due. La ganache si solidificherà e le due metà non si separeranno più. Conservateli in una scatola di latta e consumateli entro una settimana.
Con questo post partecipo al contest di San Valentino di Troppotogo