Gnocchi di ricotta al ragù di triglie: pranzo della domenica 2.0

Mattinata in cucina: tanto fuori piove, il mare è di un grigio spento tutt’uno con il cielo. La spesa è stata fatta per tempo e se mi impegno almeno un po’ si riesce a pranzare ad un orario decente. Oggi, giorno di prime volte: ho preparato degli gnocchi alla ricotta, ho spinato le triglie e lo scarto non ha superato il peso del pesce in seguito cucinato, ho preparato un ragù di pesce delizioso, ho provveduto anche al secondo e per finire in soli trenta minuti anche al dolce. Alle 13:30 eravamo a tavola ad augurarci un buon pranzo!
Gnocchi di ricotta al ragù di triglie

La ricetta l’ho pescata da Accademia Montersino, un libro che è una scuola di cucina, con spiegazioni passo passo sulle tecniche di base: lo consiglio vivamente a chi ha tanta voglia di imparare anche le cose semplici, ma ben fatte. Di seguito non la riporto così come la trovate sul manuale, ma come l’ho eseguita io con gli ingredienti della mia dispensa e il mio gusto personale. Memore della quantità stratosferica di ravioli che sono venuti fuori la settimana precedente, stavolta ridotto ad un quarto le dosi partenza e vi assicuro un primo abbondante per 2 persone. Per il condimento ho solo fatto la metà. 
Per gli gnocchi

Ricotta vaccina: 250 g
Farina debole: 100 g
Uova: 25 g
Parmigiano grattugiato: 25 g
Prezzemolo, noce moscata, sale: q.b.

Per il ragù di triglie

Triglie: 300 g
Salsa di pomodoro: 150 g
Vino bianco: 50 ml
Aglio: 1 spicchio
Olio e.v., finocchietto: q.b.

Per la finitura:

Carote: 1 
Semi di papavero: q.b.

Sulla spianatoia ho versato metà farina e tutta la ricotta, ho aggiunto il parmigiano, prezzemolo, un pizzico di sale e la noce moscata. Ho aggiunto la restante farina, ho fatto un incavo al centro e ho aggiunto l’uovo. Con le mani ho impastato aiutandomi con qualche altro cucchiaio di farina. Alla fine ho ottenuto un panetto liscio e omogeneo, l’ho diviso in quattro pezzi e ne ho ricavato altrettanti filoncini di 2 cm di diametro. Con un tarocco ho ricavato tanti gnocchetti che poi ho rigato sui rebbi di una forchetta.


Ho ottenuto 80 gnocchetti di medie dimensioni, poi in cottura gonfiano!
Per il ragù ho spinato 5 grosse triglie, le ho squamate, le ho asciugate con carta assorbente e le ho ridotte a tocchetti. In un tegame ho rosolato con un filo d’olio uno spicchio d’aglio, appena questo si è dorato l’ho tirato via e ho aggiunto le triglie. Ho profumato aggiungendo un ciuffetto di finocchietto selvatico, ho regolato di sale e pepe e ho sfumato con il vino bianco. Una volta che tutto l’alcol è evaporato ho aggiunto la salsa di pomodoro e lasciato cuocere giusto qualche minuto. 
In una pentola ho lessato gli gnocchi in acqua leggermente salata, appena gli gnocchi sono saliti a galla, ho temporeggiato 2 minuti e li ho buttati nel ragù. Li ho insaporiti con la salsa e ho impiattato. In cima al mucchietto di gnocchi ho adagiato un nido di carote a julienne, prima infarinate e poi fritte, che vi assicuro donano al piatto una croccantezza e dolcezza inaspettata. Una spolverata di semi di papavero et voilà il pranzo è a tavola!

Il pranzo della Domenica

Questa domenica niente dolci auto-prodotti, forse perché reduce di festa di compleanno (non mio) la sera prima o forse perché mi sono impelagata nella preparazione di un primo piatto, firmato Montersino, che per me non è stata proprio una passeggiata. Ho fatto gli gnocchi! Di per sé, un impasto semplice, ricetta ben spiegata, passaggi ben dettagliati; ma non mi ero mai cimentata a prepararli. Di solito utilizzo la planetaria per la qualsiasi, ma l’impasto per gli gnocchi è morbido, compatto, oppone la giusta resistenza e impastarlo a mano diventa un assoluto momento di relax. Occhio a non impastarlo troppo! Per me è stata la prima volta, ma non mi sono limitata a sperimentarli, li ho voluti anche farcire e poi nappare con una salsa di pomodori confit: una dolcissima scoperta!
Gnocchi di patate ripieni di melanzane con salsa di pomodori confit

Per 24 mezzelune


Patate: 500 gr (3 medie)
Farina 00: 200 gr
Fecola di patate: 50 gr
Tuorli: 2
Melanzana: 1 grande
Pomodorini datterini: 500 gr
Evo, sale, zucchero, salvia, origano, pepe 

In un tegame ho lessato in acqua salata le patate con tutta la buccia, nel frattempo ho tagliato in due la melanzana e ho fatto delle incisione lungo la polpa, insaporito con sale, olio e pepe, ho avvolto tutto in alluminio e ho messo in forno a 170°C per 45 minuti. Ho tagliato i datterini a metà e li ho conditi con una salsina ottenuta mescolando in una ciotola 50 ml di evo, 1 cucchiaino di sale e un cucchiaino e mezzo di zucchero, una manciata di origano. Li ho sistemati in una pirofila e li ho infornati anche questi a 170°C, ma per un’ora (la ricetta consigliava a 100°c per 3 ore, ma tutto questo tempo io non ce l’ho: preferisco alzarmi con tutta calma, almeno la domenica!!). Una volta che le patate si sono cotte, le ho pelate e le ho schiacciate; una volta tiepide ho aggiunto le farine, i tuorli e un pizzico di sale. Ho impastato velocemente in una spianatoia, poi ho stirato una sfoglia di circa 4 millimetri (ci ho provato!), ne ho ricavato dei dischetti di 7 cm. Per il ripieno ho tritato a coltello la polpa della melanzana, sale olio e pepe q.b.

I pomodori nel frattempo si sono concentrati di tanta dolcezza, li ho sfornati tenendone qualcuno da parte per guarnire il piatto, li ho frullati al minipimer. Le mezzelune le ho cucinate in acqua salata poco alla volta, con delicatezza, aiutandomi con un mestolo forato. Non appena salivano a galla, li ho fatti cuocere per ancora un minuto e poi li ho tuffati nella salsa. 
La ricetta originale prevede dosi per 4 persone, io l’ho riportata dimezzata, ma le mezzelune in cottura gonfiano e più di quattro non riesci a mangiarne, ciò significa che per almeno 3 gg mangerò solo gnocchi! Ne è valsa la fatica!