Freschezza estiva: gelo di melone e biancomangiare alle mandorle

Che lunga assenza fatta di dolci pensieri e tante risate…non prometto grandi cose, opere titaniche e lunghi riti preparatori ma solo semplicità e autenticità di gusti. Sollecitata da un regalo inaspettato e tanto gradito da un’amica lontana ho preparato una dolce e fresca merenda estiva. Profumata, leggera e tanto golosa.

 

Il gelo di melone, in Sicilia, è tradizione. Profumato al gelsomino è come una brezza leggera sotto le sue fronde. Poi le mandorle, in Agosto la raccolta, generosa quest’anno. Nel biancomangiare se ne conserva il gusto, il profumo lo si armonizza alla cannella e la croccantezza si trasforma in una avvolgente coccola.
Si consuma fresco, è da considerarsi un budino, una crema densa senza latte, né uova; trova il consenso di grandi e piccini, di golosi e di attenti.
Per preparazioni così semplici, la presentazione è tutto: si mangia prima con gli occhi o no?
Per questo ho con enorme piacere usato degli sfiziosi bicchierini basculanti Sagaform regalatomi da Troppotogo. Sono un’idea regalo originale e senza uguali così come tutti i prodotti presenti sul sito. Dateci un’occhiata qui e poi tornate a leggere la ricetta!
Il fatto che siano basculanti mi ha permesso di creare degli strati obliqui che rendono l’aspetto del dolce originale. Ma non finisce qui, la precisione degli strati, lo ammetto, non è merito della mia mano ferma e precisa, bensì di un geniale dosatore, questo, che potrà essere utile per un miliardo di cose in cucina: dai pancake ai muffin.

Ingredienti per 6 bicchieri:

 

 
Gelo di melone
 
Succo di anguria: 350 ml 
Zucchero: 30-50 g a seconda della dolcezza del frutto 
Maizena: 30 g
 
Biancomangiare alle mandole
 
Acqua: 750 ml
Pasta di mandorle: 125 g
Maizena: 60 g
Cannella: una stecca
Considerate che per ricavare il succo di anguria dovrete partire da una quantità di frutta 2 volte e mezzo di ciò che vorrete ottenere. Io, per esempio ho tagliato 2 fette per un totale di quasi un chilo di frutta; quindi ho eliminato la buccia verde, la parte bianca e ridotto a piccoli pezzi. Poi con l’aiuto di uno schiacciapatate e di un colino ho ottenuto un succo rosso e zuccherino.
Ponete il succo in un tegame e aggiungete zucchero e maizena, miscelate bene e portate a bollore. Fate addensare, mescolando, ci vorranno al massimo 15 minuti.
Versate nel dosatore metà composto e distribuite nei bicchierini.
Preparate il biancomangiare. Intiepidite l’acqua con una stecca di cannella e sciogliete al suo interno la pasta di mandole ridotta a pezzettini. Poi stemperate a parte la maizena con una tazzina del liquido ottenuto. Quindi unite i due composti e mescolate fino ad ottenere una crema densa e bianca. Filtrate il composto e con l’aiuto del dosatore distribuite nei sei bicchierini, potete essere generosi in quanto l’ultimo strato sarà con il gelo di melone.
Fate raffreddare qualche minuto e poi finite con l’ultimo strato. Riponete in frigorifero per almeno sei ore. Decorate con qualche fiore di gelsomino prima di servire o con granella mandorle e buona merenda.

Zuppa di lenticchie nere e bietole rosse al profumo di mare

Arrivato l’inverno o comunque iniziato novembre ogni settimana, circa a metà, c’è sempre il momento della zuppa, di legumi quella che preferisco. Con molto brodo, bollente. Niente pasta, al massimo orzo e farro, ma rigorosamente con croste croccanti di pane fragrante. Siccome le amo e fanno pure bene, scelgo con cura gli ingredienti, non cedo al soffritto, nessun insaporitore di dubbia fattura, ma solo spezie a piacer mio, sale grosso alla fine e con parsimonia e un filo d’olio al peperoncino. 
Io parto sempre a freddo, mettendo nel tegame un trito di carote sedano e cipolle, due pomodorini tagliati in quattro e una piccola patata tagliata in otto. I legumi messi a mollo la sera prima solo se previsto, ben sciacquati e poco meno di due litri d’acqua per due persone. Metto il coperchio. Accendo il fuoco piccolo a fiamma viva e appena bolle e la pentola borbotta, abbasso la fiamma, sposto il coperchio lasciando uno spiraglio e lascio cuocere 40-50 minuti rimestando di tanto in tanto. Controllo la cottura e aggiungo il sale, lascio cuocere altri 10 minuti e spengo. Al piatto aggiungo un filo d’olio e mi piace proprio così, ogni volta.
Non ho mai pubblicato una zuppa proprio perché il mio modo di cucinare è così basico e scontato, ma è quello che preferisco e se una cosa ti piace così perché cambiarla?
Mai dire mai con le sfide dell’MTC, la vincitrice della sfida n°52 Vittoria Traversa ha svelato le ricette di due buonissime zuppe e che non si dica che io non voglia condividere con lei una zuppa parimenti deliziosa!

Ingredienti per 4 persone:

Lenticchie nere: 300 g
Carota: 1
Sedano: 2 coste
Cipolla: 1
Prezzemolo: 2 ciuffetti
Pomodorini: 4
Bietole rosse: un mazzo
Aglio: 1 spicchio
Peperoncino: 1 piccolo
Olio evo: q.b.
Bottarga di tonno: un cucchiaino
Sale: q.b.
Pane rustico: 4 fette
Le lenticchie nere non hanno bisogno di ammollo, quindi lavatele e mettetele in un tegame con un trito fine di carota, sedano e cipolla. Tagliate in due i pomodorini e aggiungeteli insieme al prezzemolo. Aggiungete due litri di acqua e lasciate cuocere per 30 minuti dal bollore. Poi salate e ultimate la cottura.
Pulite e lavate le bietole, lasciatele integre per la lunghezza incidendo a metà le coste così da renderle più flessibili. Mettetele in una ciotola e coprite bene con pellicola, fate cuocere al microonde per due minuti alla massima potenza. In questo modo eviterete di sbollentarli in acqua e perdere il bel rosso delle coste. 
In una padella scaldate un filo d’olio con lo spicchio d’aglio e il peperoncino, aggiungete le bietole cotte ma ancora croccanti e terminate la cottura in padella. Non aggiungete sale bensì mezzo cucchiaino di bottarga di tonno. Mettete da parte.
Nella stessa padella dove avrete cotto le bietole, aggiungete un filo d’olio e tostate due fette di pane rustico tagliato a cubetti. 
In una fondina ponete un mescolo abbondante di lenticchie, sistemate al centro un nido di bietole rosse e al centro di esso qualche crostino di pane. Finite con un giro d’olio e una spolverata di bottarga. 
Con questa zuppa deliziosa e profumata partecipo alla sfida numero cinquantatré dell’MTC