Gelatine allo Zibibbo per l’Italia nel piatto

Per il secondo appuntamento di Ottobre con l’Italia nel piatto, esperienza gastronomica che riunisce l’intera Italia adesso in un nuovo e fiammante blog, vi presento un vino che amo molto: lo Zibibbo. Zibibbo è sia il nome di un vitigno sia del vino dolce liquoroso che se ne ottiene. La parola “zibibbo” deriva dalla parola araba zabīb (زبيب) che vuol dire “uvetta” o “uva passita”. Il vitigno Zibibbo, è un vitigno aromatico che appartiene alla famiglia dei Moscati. Noto anche come Moscato d’Alessandria, proviene dall’Egitto, è stato introdotto per opera dei Fenici a Pantelleria, dove tuttora ne viene coltivata la quasi totalità della produzione nazionale. Il vitigno Zibibbo è usato prevalentemente per la produzione di vini passiti. Dà un vino giallo paglierino con riflessi dorati, aromatico ed intenso al naso. In bocca è pieno, dolce, fresco, di corpo, fine ed armonico. Lo Zibibbo viene servito rigorosamente freddo, a temperature comprese fra 8 e 12°C; il bicchiere ideale è un tulipano medio piccolo.
Ottimo come aperitivo, esalta in modo eccezionale i tipici piatti mediterranei a base di pesce e di crostacei. Alcuni apprezzano anche l’abbinamento con piatti saporiti come il foie gras o i formaggi erborinati, ma è con i sapori dolci che questo vino si trova in miglior compagnia. I dolci tipici della tradizione siciliana come cannoli, paste di mandorla, cassata sono un ottimo accompagnamento allo Zibibbo, ma anche dessert o gelati a base di pistacchio o con creme di ricotta.
Oggi vi propongo delle gelatine allo Zibibbo, un modo originale per accompagnare dolcetti alle mandorle o frutta di stagione. Facilissime da preparare, anche in anticipo, possono essere conservate in scatole di latta o essere incartate uno ad uno come sfiziose caramelle (solo per adulti!).

Vino Zibibbo IGT: 1 dl
Miele: 20 g
Gelatina in fogli: 5 g
In un tegame, a fiamma bassa, sciogliere il miele nel vino e aggiungere la gelatina in fogli. Mescolare fino a quando la gelatina non si sia completamente sciolta. Arrivare a 75°C e spegnere. Versare il liquido in stampi di silicone e mettere in frigorifero per almeno 4 ore. Sformare le gelatine e passare nello zucchero semolato.
Adesso fate un giro per le altre regioni:
Trentino-Alto Adige:  Vellutata al vino Lagrein Kretzen
Friuli-Venezia Giulia: Colli orientali del Friuli Picolit  DOCG
Lombardia: I vini DOC di San Colombano al Lambro
Valle d’Aosta:  Viticoltura in Valle d’Aosta 
Liguria: il Rossese e le trippe accomodate 
Emilia Romagna: Sorbetto alla MalvasiaDOC Colli Piacentini 
Lazio: Anguilla alla marinara
Toscana: Pane, vino e zucchero
Marche: Vino di visciole e straccadenti  
Abruzzo:Il Vino Pecorino d’Abruzzo 
Molise:Vini e cantine del Molise: la Tintilia 
Umbria: Bocconcini di Mailae con Prugnole e Rubesco 
Campania: Piedirosso Bio Igt V Campania 
Puglia: Macedonia di frutta al Moscato di Trani DOC  
Calabria:Greco di Bianco, il vino più antico d’Italia.
Il nostro blog L’Italia nel Piatto http://litalianelpiatto.blogspot.it/

Strudel?!

Buona domenica! Oggi mi metto alla prova, è da qualche giorno che ci penso…in effetti non ho mai preparato uno strudel, quello “classico” con la sfoglia sottile, le mele, la cannella etc etc…
Questo dolce tanto tradizionale non fa proprio parte della mia cultura culinaria o dei ricordi d’infanzia, neppure mia mamma lo ha mai preparato, se dalle mele deve ricavare un dolce ne fa sicuramente una torta. Girovagando in rete mi sono imbattuta in una interessantissima sfida alla quale mi è venuta voglia di partecipare, bisogna preparare uno strudel. Io l’ho pensato così:
Strudel alle arance tarocco e mandorle amare con salsa allo Zibibbo

Per la sfoglia (dalla ricetta originale di Mari)
Farina 00: 150 gr
Acqua: 100 ml
Evo: un cucchiaio
Sale: un pizzico
Ho scaldato l’acqua e l’ho incorporata alla farina e l’olio poco alla volta, facendo in modo che pian piano venisse assorbita. Sulla spianatoia ho formato un panetto e l’ho fatto riposare per 1 ora, quindi ho steso la sfoglia cercando di renderla il più sottile possibile.
Per il ripieno mi sono ispirata ai profumi e sapori di casa mia, la Sicilia.
Crema pasticcera da forno
Tuorli: 2 di uova medie
Latte intero: 90 gr
Panna fresca: 55 gr
Zucchero semolato: 65 gr
Fecola di patate: 10 gr
Aromi e Profumi: 2 gocce di essenza alle mandorle, zeste d’arancia
In un tegame ho scaldato latte, panna e zeste fino a bollore, nel frattempo ho montato i tuorli con lo zucchero e la fecola. Ho versato la montata nel tegame e ho amalgamato i due composti, ci vorranno al massimo due minuti per ottenere una crema morbida e profumata. All’assaggio potrà sembrare troppo dolce e dalla consistenza collosa, ma questa è una crema da forno che per dare il meglio di sé avrà bisogno di essere cotta in forno una seconda volta e in seguito reggerà perfettamente il taglio della fetta.
Amaretti: 3
Marmellata di arance: 2 cucchiai
Burro: solo per spennellare
Lamelle di mandorle: una presa
Sulla sfoglia ho spalmato 2 cucchiai di marmellata di arance 3 amaretti sbriciolati, poi ho spalmato la crema. Ho arrotolato la sfoglia partendo dal lato corto e l’ho messa in forno posizionando l’apertura in basso. Sopra ho spennellato del burro fuso e adagiato le mandorle a lamelle. Ho cotto a 180°C per 40 minuti.

 Per la salsa
Acqua: 20 ml
Zibibbo:20 ml
Succo di arancia: 20 ml
Zucchero: 10 gr
Amido di riso: 5 gr
Zeste di arancia e un’arancia pelata a vivo
In un pentolino ho sciolto lo zucchero nello zibibbo e succo di arancia, ho aggiunto le zeste e l’amido sciolto nell’acqua. Ho mescolato fino a che non si sia addensato, quindi da freddo l’ho versato sugli spicchi di arancia pelati a vivo.
Questa variante di strudel mi ha stupita per la sua bontà e non solo; la dolcezza della farcia bilanciata all’acidità della salsa è riuscita nell’arduo compito di fine pranzo domenicale.
Questo dolce nasce con l’intento di voler partecipare al MTC n.36